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Willy Deville – Pistola

13 Febbraio 2008

Willy Deville
Pistola
4 febbraio 2008 (Eagle)

 

Mi presento

Il mio nome è Willy. Willy Deville.
In Italia ho numerosi amici. Mi chiamano lo zingaro. Onestamente non so perché, preferirei che mi chiamassero il reverendo. Negli ultimi trent’anni, ho scritto centinaia di canzoni colme della mia anima intima: ora il buon Dio è in debito con me. Io e Lui abbiamo un dialogo profondo e ci parliamo tutte le notti. Mia moglie Nina non è preoccupata. Lei recita il rosario tutte le sere prima di andare a letto. In questi anni ho esplorato così a fondo dentro i ritmi americani e latini, che quei superficiali di giornalisti USA hanno affibbiato l’etichetta di Spanish-Americana alla mia musica. Mi sembra un’idiozia: forse per questo mi capiscono meglio in Europa, piuttosto che dalle mie parti negli States.

Internet? Una cagata

Registrare dischi alla vecchia maniera (senza computer) e suonare con musicisti veri dal vivo per me è tutto. Se non avete mai visto un mio concerto, non potete immaginare di che cosa stia parlando. Lo so, qualcuno di voi dal clic facile, sta già immaginando di correre su www.youtube.com e cercare qualche mia esibizione. Bene, a parte che quel diavolo di Internet è davvero una cagata e non percepirete neppure una pallida ombra di quello che sono capace di fare in persona su un palco. Ma che vi posso dire? Volete cercarmi sul tubo digitale? Fatelo pure, ma se non troverete la mia magia, non prendetevela con me. Difficile ritrovare sulla rete il magnetismo delle mie esibizioni musicali. Mi accusano di essere un macho: boh, per me non è un’accusa e neppure un complimento. E’ una costatazione. Per me è importante l’intelligenza. Non si arriva ai 58 anni suonati in buona salute e con un’ispirazione così appassionata, se non hai fatto lavorare il tuo cervello. Beh, prima il cuore poi il cervello. Dimenticavo, prima del cuore anche qualcos’altro. Ma mi sto perdendo nei dettagli, di cosa vi stavo parlando?

Blues, country, ritmi latini e rock’n'roll

Mi piace il blues. Quando suono il blues, divento io più nero del carbone. Chiedete in giro se non vi fidate delle mie parole. E poi mi piace il country, quello vero ed autentico, è musica per persone che sanno provare emozioni e non si vergognano di farlo. Mi piacciono i ritmi etnici della mia gente latina: negli USA parliamo ormai tutti spagnolo. La mia prima canzone di successo si chiamava Spanish Stroll. Era il 1977 ed avevo un gruppo rock tutto mio. Ci chiamavamo i Mink Deville (che nome genaiale, vero?). Ancora adesso la suono spesso dal vivo e, quando lo faccio, neppure i sordi riescono a stare fermi. E’ una emozione preziosa.

 

 

Tour in Europa

In questi mesi ho lasciato casa mia a New York. Sto girando l’Europa in tour. Verrò presto a suonare anche in Italia, a metà marzo. Sarò a Bologna e in un altro posto di cui non ricordo il nome. Andate sul mio sito http://www.willydevillemusic.com/tourdates.php e controllate meglio. Mi verrete a vedere? Spero di sì, altrimenti non saprete mai che cosa vi siete perso.

Pistola, il mio ultimo album

Dimenticavo dallo scorso martedì grasso è in vendita nei negozi il mio ultimo album. Si chiama Pistola. E’ una parola spagnola. E non è italiana, che cosa vi credevate? A New York, quando vediamo passare una bella gnocca, la chiamiamo così: "Hey, Pistola!". E’ il femminile spagnolo dell’inglese pistol, semplice no? Perché mi guardate con quell’aria interrogativa? Vi sembra che io dica sempre delle stupidaggini?
Il mio amico Renato (massì quel simpatico italiano che ha un blog dedicato alla musica, che tipo originale) ha comprato l’album e mi dice di dirvi che, secondo lui, almeno tre canzoni sono dei capolavori. OK, in realtà lui mi ha detto che erano gran belle canzoni. La parola capolavoro ce l’ho aggiunta io. Non fate i soliti pignoli. Comunque, in So So Real ci ho messo tutto il meglio del rock classico, dagli Stones fino a Dylan. Non potete perdervi questo brano. E poi c’è When I Get Home che commuove sempre quel tenerone di Renato. Ah! Ah! E poi c’è una ballatona alla Phil Spector che avrebbe fatto furore negli anni ’60. Si chiama I Remember My First Time e l’ho scritta pensando alla prima volta che una ragazza mi ha spezzato il cuore. Ero poco più di un ragazzo. Lo ricordo bene ancora oggi. E sono sicuro che tutti voi state pensando alla vostra prima volta, quando la vostra anima è stata buttata nel cesso e il vostro amore ha tirato l’acqua.

Le vittime dell’uragano

Ho voluto dedicare l’album alla gente di New Orleans, a quello che ha sofferto durante quella tragedia dell’uragano. In effetti, in un brano di questo album ci ho messo un pezzo affondato nelle radici del Mardi Gras, il titolo è Band Played On.
In ultimo, vi suggerisco di ascoltare la mia cover di Louise: non è un valzer country come pensano i soliti epidermici. A parte che il tempo è 4/4, e poi è un capolavoro del passato scritto da quel genio di Paul Siebel. Ce ne fossero di artisti come lui.

 

Ora mi sono stufato di scrivervi. Mi fermo qui e vi saluto, italiani. Mi sento più vicino a voi dei miei connazionali americani. L’Europa è un gran bel posto. Ci torno sempre volentieri.
Il mio nome è Willie Deville. Segnatevelo da qualche parte.
Thank you, good night.

 

  1. 14 Febbraio 2008 a 0:55 | #1

    Che bello questo post, Renato, mi ricorda un brano che ascoltavo circa 2 mesi fa su radio 3 andando al lavoro … Buon S. Valentino!!! Nenet passa a trovarmi ho una bellissima storia da raccontare!

    parola sntispam “Scrivo”

  2. 15 Febbraio 2008 a 0:16 | #2

    ciao renato..

    in effetti la mia non e’ una fuga..

    ma solo un momento di raccoglimento..

    Tenebroso il tuo amico musicista..

    notte anche a te

  3. 15 Febbraio 2008 a 8:46 | #3

    Ciao Willie. Dovresti farmi la courtesy di Thanksare il tuo caro amico Renato per il passaggio e il commento al mio post sui pellicani: giudizio troppo buono per le mie modeste capacità. In ogni caso ricambio il “grande” e corro ad ascoltarti. Where ti trovo?

    Bye

  4. 15 Febbraio 2008 a 8:52 | #4

    Dopo torno e ti leggo con attenzione, per il momento rispondo alla tua domanda fantasiosamente :-)

    ho già detto che non sono due orologi, ma a questo punto fingo che lo siano e dò una risposta matta :-)

    Sono due, perchè, il tempo ha un peso diverso a seconda del nostro stato d’animo: con uno, col più grande, segno il bel tempo della felicità, che spero sia tanta, per questo è grande, e per permettere alle lancette, di scorrere veloci, senza intoppi. Con quello più piccolo, segno il tempo del dolore, che quando lo vivi, sembra non finire mai, sembra durare in eterno. E spero che la cassa più piccola, possa contenerne poco, e per breve durata. Non si vedono le lancette, ma solo brillantini che offuscano la vista, e non permettono a nessuno di guardaci dentro, perchè devono nascondere il dolore. :-)

    Già San Valentino è andato:-) oggi tocca a San faustino, protettore dei single :-) peggio che mai :-) )))

    P.S. Tu che parli e ami la musica… hai letto il mio post sulla musica del silenzio di due giorni fa? Ti piace ascoltarla? :-)

  5. 15 Febbraio 2008 a 10:14 | #5

    …Bellissima questa presentazione di Wilie pistola(mi fa sognare al ritmo blues che accende il sangue…

    Come hai passato S.Valentino???

    _____________________

    “Amor conosce ed ama

    e cade il ferro, e la lucerna incauta

    coll’ ardente liquor l’ omero impiaga…

    …desiosi sguardi…. estrema sponda….

    aurei dardi…. chioma bionda….

    ardente liquor…. aure lievi….

    “…mentre la sconsolata

    te richiamava lagrimando invano.

    Parlò a lungo il dolore,

    poscia il furor non tacque,

    e invocò morte e si lanciò nel fiume:

    cara un tempo ad Amore,

    la rispettaron l’acque.”

    “…e l’ambrosia celeste Ebe, ministra

    dolce, a Psiche porgea.

    Ella bevve e fu dea.”

    …Vado a cercare Nenet che m’incuriosisce un tantino(è così similie al mio nomignolo di famiglia)a presto:-)Sà

  6. 15 Febbraio 2008 a 10:57 | #6

    A me mi piace ‘o blues e tutte e iuorni aggia cantà. :-)

  7. 15 Febbraio 2008 a 14:42 | #7

    Ogni volta è una sorpresa. Grazie per i bei consigli.

    David.

  8. 15 Febbraio 2008 a 15:42 | #8

    ciao, se passi da me c’è un piccolo pensiero per te.

    ;)

  9. 15 Febbraio 2008 a 20:54 | #9

    Ciao Renato, hai un premio da ritirare!!!!! Mandi Nenet

  10. 17 Febbraio 2008 a 11:05 | #10

    Willie Deville!!un grande, al prossimo ordine di dischi (originali) ovviamente c’è anche Band Played On.A presto..

  11. 18 Febbraio 2008 a 14:04 | #11

    hai un premio da ritirare anche da me…e mi sa che hai fatto tris!

  12. 19 Febbraio 2008 a 0:30 | #12

    Ciao Renato!!! Sono al giro notturno !!! Buonanotte!!!! Nenet

  13. Luna
    22 Febbraio 2008 a 13:51 | #13

    Io non la penso così, trovo che noia e stanchezza vadano spesso di pari passo soprattutto quando non si tratta di stanchezza fisica ma di situazioni che evolvono sempre allo stesso modo, nonostante l’entusiasmo con cui le avevamo inizialmente accolte…da qui la noia per l’assenza di entusiasmo, appunto.

    Grazie comunque della tua opinione….

  14. 22 Febbraio 2008 a 13:51 | #14

    quella Luna sono io…

  15. 22 Febbraio 2008 a 20:30 | #15

    Non sarò originale, ma anch’io ho un premio x te! Ciao :)

  16. 24 Febbraio 2008 a 16:48 | #16

    ..Bellissimo blog..complimenti un vero appassionato di Musica..

    Ciao a Tutti

  17. 24 Febbraio 2008 a 16:50 | #17

    Beh! A questo punto non vedo l’ora di conoscerti!

  18. 25 Febbraio 2008 a 8:51 | #18

    e ma questo lo conosco!!! E’ un mito

    ti lascio un sorriso e un abbraccio

    ciao ca..

  19. 25 Febbraio 2008 a 9:35 | #19

    Ciao,felice di conoscerti.E’ un piacere leggerti.

    Ti ringrazio del tuo passaggio da me.Un abbraccio.faraluna

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