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Archivio Gennaio 2007

Massimo Bubola e Fabrizio De André: doppio lungo addio

2 Gennaio 2007 11 commenti


Doppio lungo addio
Cotto Massimo e Bubola Massimo
Anno 2006
Editore Aliberti
Collana Chewingum. Parole da masticare.

Questo è un libro. L’ho divorato in due giorni. Chi ama le canzoni di Faber, prima o poi dovrà decidersi a dare spazio alle canzoni di Massimo Bubola.

Ha scritto bene Massimo Cotto in coda a questa intervista-fiume che si è trasformato in un volumetto di rapida e interessantissima lettura in cui si tracciano le esperienze di vita e di collaborazione artistica fra i due musicisti. Mi scuserà quindi l’autore se ne approfitto e uso le sue stesse parole per presentarvi questo libro e suggerirvene la lettura.

Massimo Bubola è stato il più stretto collaboratore di Fabrizio De André – con lui ha scritto testi e musica di due album storici (Rimini e L’indiano) e la saga di Don Raffaé. Con Faber ha consegnato alla storia canzoni che sono entrate stabilmente a far parte del suo repertorio live, catturando l’immaginario collettivo – Andrea, Fiume Sand Creek, Hotel Supramonte, Franziska, Volta la carta, Coda di lupo, Sally, Rimini, Se ti tagliassero a pezzetti, oltre alla già citata Don Raffaé. In trent’anni di carriera (il suo disco d’esordio, Nastro giallo, è del 1976) ha scritto oltre trecento canzoni (tra cui la splendida I venti del cuore e Il cielo d’Irlanda, portate al successo da Fiorella Mannoia e Niente passa invano che secondo Danilo Sacco dei Nomadi è la più bella canzone d’amore italiana degli ultimi trent’anni) disseminate in diciassette album (compresi live e antologie).

Ha alternato all’attività di singer/songwriter una seconda vita da produttore (Milva, Gang, Cristiano De André, Estra, Kaballà e Gigi Maierom). Ha tradotto Dylan (Avventura a Durango con Fabrizio), Willy De Ville, Tom Petty, Waterboys e l’opera omnia di Patti Smith in un libro bello e fortunato. Ha attraversato con la sua chitarra le terre del blues e del talkin’ blues, del tex-mex, del country e della ballata tradizionale, ha scritto storie noir e riletto i canti della prima guerra mondiale, si è confrontato con l’acustico e si è vestito d’elettrico, ha flirtato con il soul, si è fidanzato con il colore e ha sposato il bianco e nero, fino a rappresentare forse il primo esempio italiano di rock d’autore, dondolandosi sull’altalena che si muove tra le tradizioni angloamericane e nostrane soprattutto del Nord Italia.

E’ ora che qualcuno lo dica: Massimo Bubola ha raccolto molto meno di quanto abbia seminato.”

Massimo Cotto

Il prezzo di copertina di questo volumetto è 14,90 Euro.
Per me, sono stati soldi ben spesi.

Riferimenti: Sito ufficiale di Massimo Bubola

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