Archivio

Archivio Giugno 2006

Riposa in pace, Billy Preston

7 Giugno 2006 20 commenti


Agenzia ANSA del 6 giugno 2006.

“NEW YORK – Billy Preston, il ‘Quinto Beatles’ e l’unico musicista al mondo ad aver suonato sia con i Beatles che con i Rolling Stones è morto a 59 anni dopo una lunga malattia provocata da una ipertensione maligna che gli aveva provocato un blocco renale e altre complicazioni. Preston era in coma profondo dal 21 novembre. E’ morto allo Shea Scottsdale Hospital di Scottsdale, Arizona, dove aveva vissuto per l’ultimo paio di anni condizionato dalla dialisi e dopo aver ricevuto nel 2002 un trapianto di reni.

Un musicista esuberante dalla altrettanto esuberante pettinatura afro, Preston era stato soprannominato il Quinto Beatles perché, sotto contratto della Apple, aveva suonato la tastiera in Let It Be, The White Album e Abbey Road. Aveva anche suonato in Miss You e Can’t You Hear Me Knocking? dei Rolling Stones e spesso come accompagnatore di Eric Clapton.

Negli anni Settanta il tastierista si era fatto un nome con una serie di singoli di successo tra cui Nothing From Nothing, Will It Go Round in Circles e You Are So Beautiful, che Joe Cocker trasformò poi in un fenomeno internazionale. Con Outta Space nel 1973 aveva vinto un Grammy. Miles Davis aveva intitolato una canzone a suo nome.

Nato a Houston, Preston era stato portato alla ribalta da Ray Charles. Musicalmente le sue influenze erano state Little Richard, Mahalia Jackson (con cui aveva esordito a dieci anni alla tastiera) e James Cleveland.

All’inizio degli anni Sessanta Preston era andato in Europa con Little Richard per suonare a Amburgo. I Beatles erano complesso di apertura e Billy, secondo la leggenda, fu quello che si assicurò che ai quattro ragazzi di Liverpool arrivasse da mangiare.

L’amicizia con i Fabulous Four durò per tutti gli anni Sessanta, in particolare con George Harrison. Nel 1971 Preston aveva suonato nel Concerto per il Bangladesh e l’anno scorso, in una delle sue ultime apparizioni, si era esibito a Los Angeles per la presentazione della versione in Dvd al fianco di Ringo Starr e di Dhani, il figlio di George, alla chitarra.

Nel 2001, dopo la morte di Harrison, aveva partecipato nonostante la malferma salute a Concert to George, un tributo musicale in memoria dell’amico. Più di recente Billy Preston può essere ascoltato negli ultimi album di Neil Diamond e degli Red Hot Chili Peppers. Figura anche nell’album soul Believe My Soul edito da Starbucks con Mavis Staples e Ann Peebles.”

Fin qui l’agenzia ANSA.

Ora, ne sono certo, Billy sta accompagnando il coro degli angeli in cielo con il suo mitico organo Hammond B3. Che concerto straordinario!

Riferimenti: Sito ufficiale

Categorie:Rock Tag: , , ,

Ciao ciao, Tiscali Jukebox!

6 Giugno 2006 9 commenti


Mi unisco alla lettera aperta di Tiscali a quei “miopi” delle case discografiche nazionali. Una buona idea è stata uccisa. Come troppo spesso succede.

“Gentili Signori,
è con estremo rammarico che oggi ci troviamo costretti a “spegnere” il nostro servizio Tiscali Juke Box, lanciato lo scorso 26 aprile in Italia e Regno Unito, con il preciso obiettivo di fornire agli utenti la possibilità di ascoltare in p2p streaming milioni di pezzi legalmente, selezionandoli per autore, genere, o semplicemente scegliendo playlist già definite e messe a disposizione da altri utenti. Il servizio, sviluppato sulla piattaforma di Mercora, che da oltre un anno sta offrendo peraltro con grande successo la stessa possibilità di ascolto legale negli Stati Uniti, è stato giudicato dalle major discografiche “troppo interattivo” per il solo fatto che permette agli utenti di Internet (mezzo interattivo per antonomasia) di effettuare ricerche per “autore”, oltre che per genere.

Va spiegato ai lettori, che i diritti musicali online si differenziano in due macro categorie: “diritti non interattivi”, che possono essere negoziati con le collecting society, e “diritti interattivi” che devono invece essere negoziati con le singole case di produzione.
Oggi, dopo aver siglato un accordo sperimentale della durata di un anno basato su una gestione di diritti non interattivi, Tiscali riceve la richiesta da parte delle case discografiche di modificare il servizio togliendo la modalità di ricerca per artista o, alternativamente, di negoziare con le singole case i diritti ritenuti interattivi.

Tutto questo va evidentemente contro lo spirito dell’iniziativa che per Tiscali, da sempre in prima linea nella promozione della distribuzione e vendita di musica legale online, rappresentava un ulteriore importante passo nella propria politica di incentivazione all’acquisto legale di musica via Internet. Un passo peraltro dimostratosi nella pratica estremamente efficace per la promozione musicale dal momento che dalla messa online del servizio le vendite legali di brani sul Tiscali Music Club (collegato al servizio di streaming Tiscali Juke Box) hanno registrato una crescita fino al 30%.

Stupisce che, ad un solo mese dal lancio del servizio, nonostante il lavoro congiunto effettuato durante la fase di test e messa a punto, l’industria discografica decida di avanzare inaspettate richieste di modifica. Ancor più stupisce la miopia con la quale agiscono le major, non facendo alcuno sforzo per comprendere le basilari necessità di chi fruisce di musica tramite Internet. Infatti l’utente difficilmente potrebbe rinunciare ad uno strumento di ricerca che gli permetta di identificare i brani quanto meno per “genere” e “artista” se non per singolo titolo. Nemmeno la discografia coglie, è evidente,,il potenziale di business che risiede dietro a un servizio come Tiscali Juke Box che, prevedendo il riconoscimento e il pagamento dei diritti per ogni canzone ascoltata in streaming, consente di tutelare gli interessi dell’industria e degli artisti.

Un fatto ancor più grave se si considera che lo stesso servizio, ancora più completo e con tutte le funzioni oggi qui contestate, viene offerto da Mercora negli Stati Uniti ed in Canada dove è ritenuto perfettamente legale. Non possiamo non considerare che le obiezioni avanzate a Tiscali in questa occasione rappresentano da parte dell’industria discografica la delineazione di un netto confine discriminante tra gli utenti Internet americani e quelli europei. E’ di fronte a questa totale mancanza di lungimiranza che Tiscali, pur avendo lavorato al meglio nella messa a punto del servizio, e in totale trasparenza e collaborazione con l’industria discografica, si vede oggi costretta a interromperlo.

E’ importante sottolineare che tutta la vicenda non impatta solo sul Tiscali Juke Box ma sull’intero mercato della distribuzione di musica legale online perché l’atteggiamento conservativo assunto dall’industria rende difficile qualsiasi collaborazione volta a commercializzare efficacemente qualsiasi servizio legale innovativo. E’ purtroppo l’ennesima dimostrazione della completa chiusura ad ogni ipotesi di utilizzo legale della musica in rete su sistemi aperti, a tutto vantaggio del proliferare dei servizi di pirateria musicale.
Ne prendiamo atto, rammaricandocene nuovamente, e non resta che augurarci che questo episodio possa divenire spunto di ulteriori riflessioni.”

Tiscali
Riferimenti: Lettera aperta

Categorie:Argomenti vari Tag: , ,