Archivio

Archivio Gennaio 2006

Chi sono i "My Morning Jacket "?

31 Gennaio 2006 39 commenti

My Morning Jacket
Z
Ottobre 2005 (Badman)

Prosegui la lettura…

Categorie:Rock Tag: , , ,

Trey Anastasio – Shine

22 Gennaio 2006 28 commenti

Trey Anastasio
Shine
Novembre 2005 (Sony)

Prosegui la lettura…

Categorie:Rock Tag: , ,

Buon riposo, Wilson Pickett

21 Gennaio 2006 5 commenti


Buon riposo,
Wilson Pickett
19 gennaio 2005

Si narra che la sua ultima esibizione dal vivo sia avvenuta nel 2004. Da allora è stato un calvario segnato dal cattivo stato di salute che lo ha portato all?abbandono di questo mondo per entrare nell?altro, a cantare nel coro degli angeli. La musica del Paradiso ha guadagnato un altro pezzo pregiato a nostro scapito.

Oggi scrivo di Wilson Pickett, uomo nato nell?Alabama ed assorto alla fama negli anni ?60 con due celeberrimi brani di successo: In The Midnight Hour e Mustang Sally. Alzi la mano chi non li ha mai sentiti (non ci posso credere che qualcuno abbia veramente alzato la mano, se così fosse, vedete di recuperare al più presto).

In questi giorni, nelle agenzie di stampa si diffondono le reazioni del mondo della musica. La famosa cantante Aretha Franklin ha detto: ?E? uno dei più grandi interpreti della musica soul di tutti i tempi.?. Un altro grande vecchio interprete del soul, recentemente apparso anche in Italia, Salomon Burke ha invece dichiarato: ?Abbiamo perso un gigante, abbiamo perso una leggenda?.

In breve, questa le tappe della sua vita artistica.
Nato e cresciuto musicalmente in uno dei tantissimi cori gospel dell?Alabama, è passato alla musica soul con il gruppo The Falcons.
Nel 1963 si è imbarcato in una carriera solista.
Si è quindi trasferito a Detroit e poi a Memphis con la casa discografica Atlantic con cui ha inciso una serie straordinaria di brani travolgenti nei mitici ?Stax studios?. Ha lavorato con Booker T and the MGs, e il mitico chitarrista Steve Cropper.

Ecco i brani che amo riascoltare:

634-5789 (Soulsville, U.S.A.)
Mustang Sally
In The Midnight Hour
Everybody Needs Somebody To Love
Land of 1,000 Dances
I?m in Love
If You Need Me

Negli anni ?70 la sua carriera ha visto un declino, mentre i suoi brani sono diventati autentici classici.
E? addirittura apparso un anno a Sanremo, partecipando alla gara con Lucio Battisti ed interpretando Un?avventura.
Nel 1999 Pickett e Bruce Springsteen si sono esibiti insieme.

————————————————

Ci vediamo in Paradiso, Wilson, spero di esserci anch’io un giorno.
Riposa in pace, ma aspettami.

Riferimenti: Wilson Pickett su wikipedia

Categorie:Rock Tag: , , ,

David Gray – Piove freddo

13 Gennaio 2006 14 commenti


David Gray
Life in slow motion
Novembre 2005 (Dramatico)

Piove freddo fuori della mia finestra.
Il convettore sbuffa aria calda nella stanza, ma sembra non avere effetto sulle mie mani che si stringono gelide fino a deformare il metacarpo. Lo stereo è il mio unico compagno, mentre la musica del settimo album di David Gray galleggia nell?etere e mi raggiunge alle spalle. La mia fronte è posata sul vetro glaciale della mia finestra. La vita si muove piano in questo periodo della vita, così come la musica di questo Life in slow motion. Ascolto tutte le tracce, una dopo l?altra, mentre i miei pensieri mi sembrano scorrere davanti pattinando sul ghiaccio.

Alibi, mi giro verso lo stereo come se l’autore fosse lì dentro: la prima canzone è davvero notevole.

C?è stato un tempo in cui gli artisti mettevano le canzoni in sequenza con particolare significati. Quando c?erano solo i vinili e le musicassette, la facciata 1 e la facciata 2 facevano la differenza. Ho la sensazione che David abbia messo le canzoni nell?album tirandole a sorte. Ovviamente potrei sbagliarmi.

The One I Love, questo è il David Gray che io preferisco: questo brano non sfigurerebbe in un album del Boss, intendo Bruce Springsteen.

Vedo quattro ragazzi passare sotto casa mia. Hanno tutti il berretto di lana e le mani in tasca. Ridono come pazzi. Adoro vedere le persone felici.

Lately, rimane in sintonia sulla qualità delle prima tracce.

Sulle note di copertina, vedo che è il produttore dell?album corrisponde a Marius De Vries: non ho la memoria così ferrata da ricordare dove ho letto questo nome. Accendo il PC e cerco su Internet: trovo che ha lavorato per Rufus Wainwright, David Bowie, Madonna e U2. Ci penso un po? su: personalmente avrei arrangiato questo disco in modo diverso. Ci avrei messo più sudore, avrei sporcato di più il suono con tonalità a ?bassa fedeltà?, avrei evitato i suoni puliti e incrementato l?evidenza di chitarre acustiche, pianoforte. Avrei usato anche uno sbuffante organo Hammond con tanto di Leslie e sezione fiati. Niente tappeti di violini e suoni sintetici. Io avrei fatto così, giusto per dare un tono di quotidianità. Tuttavia riconosco di non essere rimasto affatto deluso da questo lavoro, anzi…

Nos da Cariad, in Galles questo titolo significa: ?Buona notte, amore mio?.

Ricordo ancora oggi la sorpresa del primo grande successo di David Gray: era il 2000 e Babylon aveva raggiunto il vertice delle classifiche di vendita prima in Irlanda e poi in tutto il Regno Unito. Mi assale un?osservazione inevitabile: questo disco non si discosta molto da quelle atmosfere di cinque anni fa. Eppure sembra che questa sia la prima volta in cui David entra in uno studio professionale per registrare tutto l?album, evitando il tradizionale studio domestico, sul quale in passato aveva lavorato almeno per la prima parte delle incisioni. Devo onestamente osservare che non ho avvertito alcuna differenza rilevante in termini di impasto sonoro.

Slow Motion, dato che non è autobiografico per David, che lo sia per me?

Fare musica in questo modo, in questi tempi, è cosa rara: David scrive canzoni meditative, soffici e pensierose. Mi passa per la testa la definizione di ?folk pop riflessivo?. Avrà qualche senso?

From Here You Can Almost See The Sea, questa canzone distilla considerevoli immagini e rilevanti metafore.

Accendo il bollitore: ho deciso di farmi un the. Chissà che non mi riscaldi fino al cuore.

Ain?t No Love, questa canzone a dire il vero non mi piace per nulla, specialmente il testo.

Hospital Food, era ora di un brano brioso, anche se non posso credere che il cibo per ospedali sia quello che mangiamo ogni giorno. Ci deve essere un?alternativa.

Se la musica per voi è un bene di consumo, se per voi un album è un prodotto “mordi-e-fuggi”, bene allora lasciate perdere. La musica di questo gentiluomo inglese non fa per voi.

Avverto con leggero fastidio il presentimento che i prossimi brani sono in calando d’ispirazione (i fatti mi daranno ragione).
Now and Always, quasi una via algida e celtica al blues.
Disappearing World suona e l?odore di David Bowie si spande nell?aria. Questo è l’ultimo brano e chiude le danze del CD .

Lo so che questa sarebbe l?ora di uscire di casa, se solo avessi un posto dove andare. Questa sarebbe l?ora di uscire se avessi qualcuno con cui andare fuori. Per ora è meglio restare qui; la vita si muove lenta.
E non si è soli quando nessuno si è mai presentato: si è soli quando qualcuno se ne è andato.

Piove ancora freddo fuori della mia finestra.

Riferimenti: Video clip di "The One I Love"

Categorie:Rock Tag: , , ,

Katie Melua, brano per brano

4 Gennaio 2006 28 commenti


Katie Melua
Piece By Piece
Novembre 2005 (Dramatico)

Il mio amico Ezio salta in macchina e, senza nemmeno salutare, tira fuori un CD dal suo zainetto, lo infila nel lettore, preme PLAY e grida: ?E parti!?. Mentre avvio il motore e, come un autista d?altri tempi, attivo la freccia prima di lanciarmi nel traffico, comincio a pensare incuriosito: ?E che diavolo di musica mi costringerà a sentire stavolta!?. Un viaggio così lungo da Torino a Lucca sarà sicuramente tedioso, se la musica di sottofondo non sarà buona. Ricordo ancora il viaggio fino a Limone Piemonte con i Franz Ferdinand a palla, oppure quello di ritorno da Verona con The White Stripes a tutto spiano!

Con la coda dell?occhio sbircio appena la copertina del CD fra le mani di Ezio. Non vorrei rischiare un incidente d?auto e mentre imbocco l?autostrada le prime note di questo album cominciano a fare effetto. Trattengo a stento la curiosità, fino a quando cedo e rendo felice il mio amico Ezio: ?Dai, dimmi chi è questa?. Ed è allora che il ghigno tanto beffardo quanto scontato di Ezio si scatena: ?Renato, non ci posso credere! Non conosci ancora Katie Melua??. Che palle, gli amici a volte!

E così mi rassegno: abbiamo davanti a noi almeno quattro ore di auto e so che, all?arrivo del viaggio, Ezio mi avrà tenuto lezioni dotte e compite su tutti gli aspetti formali e sostanziali di questa voce deliziosa. Almeno la musica mi consolerà.

In effetti la prima traccia Shy Boy (?Ragazzo timido?) se ne è già andata con gran classe, quando mi permetto di evidenziare una certa qual somiglianza con Norah Jones: ovviamente Ezio mi aspettava al varco e se ne parte con un panegirico sulle qualità di questa ragazzina ventunenne che rappresenta in effetti la risposta britannica all?americana Norah. Il cognome è georgiano dato che la famiglia della nostra Katie è originaria di quella repubblica ex sovietica: emigrata a Belfast, si è poi spostata a Londra dove ha incontrato tale Mike Batt, che è diventato il suo mentore, autore e produttore. Ora non chiedetemi nulla di Batt, perché non sono stato attento alle spiegazioni di Ezio: in quel momento il CD stava suonando Nine Million of Bycicles, ed io avevo solo orecchie per questo gradevole brano e la voce armoniosa di questa dolcissima ragazzina.

Il terzo brano dà il titolo all?album Piece by piece: di tutte le parole del mio compagno di viaggio, ricordo scarsi momenti, fra questi quando mi informa che questo brano è stato scritto dalla stessa cantante. Notevole!

Atmosfere jazzanti e blueseggianti vagano nell?aria con i brani che seguono Halfway Up the Hindu Kush e Blues in the Night. Ormai Ezio è diventato un accessorio pleonastico: l?auto procede spedita e la musica di Katie Melua mi ha già conquistato il cuore.

Senza pietà, quel saputello del mio amico mi documenta con esagerati dettagli in merito al successo di vendite dei suoi primi due album (essì perché quello che stiamo ascoltando ora è già il secondo, ed io sono un ignorante perché non mi ero informato già con la prima uscita, Call Off The Search, 2003). Scopro così che questa ventunenne georgiana ha già venduto la bellezza di tre milioni di dischi e rappresenta già oggi il miglior business di vendite nel Regno Unito. Devo riconoscere che non mi sarei mai aspettato che un disco di questa fattura e con questo repertorio potesse ottenere un successone così elevato.

La traccia successiva ci porta a cenni vagamente folk che rendono particolarmente vario questo prodotto: la chitarra accompagna Spider’s Web con voce dolce e sognante.

Quando arriva la cover di On The Road Again dondoliamo la testa a tempo, mentre sorpassiamo una fila interminabile di TIR e la strada sembra la stessa, del resto lo dice la canzone stessa? siamo ancora sulla strada. A questo punto un po? di shuffle ci voleva per rimettere movimento ad un album largamente sereno e disteso.
Ezio continua a blaterare informazioni a raffica su Katie: mi dice che la cantante che l?ha ispirata è la compianta Eva Kassidy. Il CD emana sensazioni di pace e calore quando la Melua attacca Thankyou, Stars ed Ezio ed io sembriamo due ?patatoni? innamorati della stessa ragazza. E ancora non è finita perché arriva la seconda cover: si tratta di un brano dei Cure, Just Like Heaven, qui interpretato con maggiore delicatezza. Sembra davvero quasi un pezzo di paradiso che si materializza davanti ai nostri occhi. A proposito: questo brano dà anche il titolo al recente film omonimo con la bionda di passaggio Reese Witherspoon e il belloccio di turno Mark Ruffalo.

E poi l?album volge al termine con altre due composizioni originali di questa brunetta affascinante, I Cried for You e I Do Believe in Love.

Vorrei a questo punto chiudere gli occhi e sognare, ma sto guidando e il mio dovere mi costringe a mantenere desta l?attenzione alla guida. Abbiamo ancora molta strada da fare, e obtorto collo devo dare ragione ancora una volta al mio amico Ezio: non cambiamo CD e riascoltiamo dall?inizio Piece by piece ancora una volta e ancora ancora. Fino a quando le mura di Lucca non appariranno all?orizzonte.

Riferimenti: Sito ufficiale

Categorie:Rock Tag: , ,