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Archivio Maggio 2005

Van Morrison – Magic Time (2005)

30 Maggio 2005 14 commenti


Negli ultimi due anni, Van Morrison è stato a lungo impegnato in una duratura tournée. Non ha di certo trovato il tempo necessario per scrivere nuove canzoni e chiudersi in uno studio di registrazione. Infatti, “Magic Time” raccoglie una serie di registrazioni eseguite prima del Natale 2003, giorno in cui è scomparso Foggy Little: non per nulla Van Morrison ha deciso di dedicare “Magic Time” alla memoria di questo valente chitarrista che ha suonato in dieci brani sui dodici presenti nel disco. Si tratta pertanto di un CD uscito con un certo qual ritardo, rispetto le sessioni di studio con una piccola band di grandi musicisti, in un periodo contemporaneo della preparazione dei due album precedenti: “Down The Road” (2002) e “What’s Wrong With This Picture” (2003). Il sospetto è che alcuni di questi brani siano gli out takes dei due album citati. Stando così le cose, sembrerebbe apparentemente che “Magic Time” sia un?opera di secondo piano. Invece, quest?album si rivela come un?autentica sorpresa. Straordinario. Forse questo periodo d?attesa è servito per affinare al meglio il lavoro di post-produzione. Le note fluiscono via come una brezza lieve che soffia in una sera d?estate e ci rendiamo conto della straordinaria qualità del magma sonoro. L’intento di riprodurre, su CD in ambito digitale, l?anima di una musica che vive di strumenti acustici ed elettromeccanici, continua ad essere il frutto di un?arte delicata e profondamente umana, nonostante tutto il suono digitale circolante negli studi di registrazione in tutto il mondo. Riconosciamo dunque il coraggio e la costanza di Van Morrison nel ripresentare una qualità musicale che naviga contro corrente in tempi di loop-music dilagante. La sua bandiera sventola ancora in alto sul pennone della nostra nave, in barba alle mode e a chi vorrebbe che il nostro sessantenne irlandese cambiasse musica. In realtà, il lavoro minuzioso e la cura di perfezionamento con cui è stato confezionato “Magic Time” sono realtà rare ed encomiabili: quanti album escono sul mercato con questa accuratezza artigianale? Chi è ancora in grado di cristallizzare le emozioni sotto la forma di una sequenza di tracce su CD? Probabilmente, è giusto dividere il merito in parti eque fra il produttore dell?album, Van Morrison stesso, e chi ha curato le registrazioni e il missaggio, vale a dire Alastair McMillan. Da ascoltare, per credere.

Le note iniziali dell?album sgorgano dall?attacco di un sax alto, suonato dallo stesso artista irlandese, mentre un lucente effetto di riverbero arricchisce il suono di un calore incantevole. E? il primo brano della scaletta, si chiama “Stranded” e colpisce direttamente al cuore, grazie alla la presenza inaspettata di un suono di pianoforte antico, crudo e autentico, per niente contemporaneo e, per questa ragione, seducente. Convincente poi la presenza del timbro di un basso corposo e robusto, capace di offrire una sostanza genuina all?architettura totale di tutto il suono, senza i fronzoli superflui con cui ci stanno viziando le tendenze degli ultimi anni. Le voci e i cori emergono dal muro sonoro della band con pulizia e grande realismo. La scansione musicale di questa traccia mi conduce ad un?altra osservazione di carattere generale su questo CD: in diversi brani emerge una sensazione primitiva, come se la creatività artistica del Nostro avesse ritrovato il seme antico dal quale erano scaturiti i capolavori classici del lontano 1968; mi riferisco a “Madame George” e “Cyprus Avenue”. Voi che dite: sto forse esagerando? Come se, dopo aver vagato per anni fra blues, rock, soul, gospel e musica celtica, fosse giunto il tempo di ritornare alle radici e tentare la sintesi di una quarantennale galleria musicale. Insomma questo “Magic Time” si presenta come se fosse l?album che chiude il cerchio di tutta la carriera dell?artista Van Morrison. Datemi retta: ve la sentite davvero di rinunciarvi?

La seconda traccia è la mia preferita. “Celtic New Year” ha inizio con la chitarra sincera e avvincente del compianto Foggy Little e procede con una ballata che sembra celebrare il gemellaggio fra le atmosfere arcaiche di Belfast e quelle oscure di New Orleans: vi segnaliamo la presenza di Paddy Moloney dei Chieftains al flauto e degli archi della Irish Film Orchestra. Questo è il Morrison che vorremmo sempre ascoltare.

Toni blues di gran classe fanno capolino con le liriche a sfondo etico di “Keep Mediocrity At Bay” e il ricorso alla tradizionale metafora ferroviaria di “Evening Train”. Due gioielli di rara eccellenza.

Sono rimasto invece perplesso dopo l?ascolto di “This Love of Mine”, un estratto dal repertorio di Frank Sinatra: non discuto l?intenzione di inserire un omaggio dedicato all?indimenticabile voce italo-americana, ma non posso esprimere alcun entusiasmo per questa esibizione convenzionale, molto vicina allo stile di Frankie e alquanto lontana dal tocco personale di Van.

Per fortuna, ritorniamo nell?alveo della poetica ?morrisoniana? con “Just Like Greta”, un brano caldo ed intelligente ispirato al desiderio del nascondimento dell?artista, come fece la mitica Greta Garbo negli ultimi anni della propria vita. Questo brano appartiene all?infinita sequenza di canzoni composte con gran coerenza dal nostro irlandese e il cui arrangiamento si segnala per tre gemme: il lavoro dolcissimo e suadente del coro in sottofondo, l?arrangiamento in stile celtico degli archi da parte di Fiachra Trench e il gioco armonioso dell?organo Hammond di John Allair.

Fra i pezzi più pregevoli in quest?album, è giusto citare “Gypsy In My Soul”, un brano dove il nostro artista ci racconta dello zingaro irrequieto che opera da sempre nella sua anima.

A seguire, compare il punto più debole di tutto l?album: si tratta dello standard jazz “Lonely and Blue”, un brano troppo esclusivo e troppo cool per i nostri gusti; una traccia da trascurare.

Ma il Nostro si riscatta prontamente con il passaggio successivo: “The Lion This Time”. E quando arriva il finale in crescendo, non provo vergogna nel confessarvi che personalmente non riesco mai a trattenermi e tutte le volte finisco anch?io a cantare a squarciagola il ritornello insieme a Van Morrison. E? più forte di me!

La title-track ?Magic Time? porta il marchio di fabbrica dell?Autore e ripresenta un tema che ricorre spesso nella sua poetica: l?età dell?oro è già passata e i tempi magici sono ormai trascorsi, mentre noi non possiamo fare altro che tentare di mantenerli attuali e vivi ai giorni nostri. Nulla di nuovo sotto il sole, quindi. Ora provate a chiudere gli occhi durante l’ascolto di ?Magic Time? e sperimenterete sulla vostra pelle quella stessa nostalgia verso i momenti migliori dei vostri ricordi personali. Questa canzone si distingue per un?esecuzione strumentale perfetta: trasuda eccelso feeling da tutti i pori.

In un album così epico non poteva mancare un cenno di gospel: ?They Sold Me Out? si riferisce al senso di solitudine provato da Gesù, quando realizza di essere stato tradito e venduto per pochi denari; ma Van rende autobiografico il senso di desolazione provato nella notte dei Getsemani e ci lascia intuire che anche lui, come il Cristo, ha provato la stessa sensazione di abbandono, probabilmente quando il Giuda di turno (l?industria del disco?) ha venduto al mercato la sua intima identità di artista.

E per chiudere l?album, ecco che ricompare un blues, “Carry On Regardless”: sul finale, prevale il divertimento con tanto di sghignazzata generale. Registrata fedelmente.

A fine agosto 2005, Van Morrison festeggerà i suoi 60 anni, 40 dei quali trascorsi curando la pubblicazione di oltre 35 album, tutti da collezionare. “Magic Time” è l?album appropriato per celebrare quest?anniversario. C?è sempre un tempo per chi cerca la magia nella musica.

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Van Morrison – Magic Time – Uscito ora!

17 Maggio 2005 7 commenti


Van Morrison – Magic Time (maggio 2005)

E’ stato un album atteso a lungo. Ed è ora uscito su CD. Esiste anche una versione speciale per collezionisti: cofanetto CD o LP.

Prodotto dallo stesso artista nord-irlandese, ‘Magic Time’ è stato rilasciato dalla sua nuova casa discografica Exile Music Recordings e sarà distribuito dalla Polydor Records (in Italia è un’etichetta della Universal Music).

Questo album contiene 13 canzoni – di cui dieci composizioni originali di Van Morrison e tre interpretazioni di classici standard del jazz, ‘I’m Confessin’, ‘This Love Of Mine’ e ‘Lonely And Blue’. Con brani come ‘Stranded’, la canzone che dà il titolo all’album ‘Magic Time’, ‘Celtic New Year’ e ‘Gypsy In My Soul’, Van Morrison ha creato alcune delle sue opere più eccezionali mai realizzate sino ad oggi, dove ogni emozione sembra trovare il proprio posto. Questo capolavoro viene annunciato di uno dei più importanti album pubblicati da questo leggendario musicista negli ultimi vent’anni.

Seguirà recensione in questo stesso blog, dopo ovviamente un profondo ed accurato ascolto.
Riferimenti: Sito ufficiale

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