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Archivio Dicembre 2004

L’autobiografia di Bob Dylan finalmente in italiano

29 Dicembre 2004 11 commenti


Chronicles – Volume I
Bob Dylan
Pagine: 272

Mancano pochi giorni. Finalmente sarà in libreria dal 13 gennaio 2005, la traduzione italiana di Chronicles, il primo volume della trilogia autobiografica scritta da Bob Dylan. Questo libro è dedicato agli anni della gioventù e dei primi tempi eroici.

Da quanto ho letto sulla versione originale uscita qualche mese fa, Bob Dylan racconta la sua giovinezza nel Minnesota (il gelido stato), e poi i tempi di New York nel magico quadrato del Greenwich Village, la vita a Woodstock. E poi Woody Guthrie, Dave Van Ronk, Joan Baez, Suze Rotolo, John Hammond

Per il momento sono lieto che la traduzione sia stata curata da Alessandro Carrera, un autentico conoscitore della poetica dilaniana, sono altrettanto scontento che l’editore sia Feltrinelli, avrei preferito che l’edizione fosse stata curata da editori più consoni al mondo della musica rock, come Arcana ad esempio.

Mi riprometto di tornare su questo libro dopo la lettura diretta.
L’appuntamento è in libreria per il 13 gennaio prossimo venturo.

Ciao!

Riferimenti: Per saperne di più

Hai passato un buon Natale?

28 Dicembre 2004 2 commenti

Il mio Natale è cominciato la sera della vigilia (il 24), quando ero in procinto di trascorrere la serata più dolce dell’anno nell’abbraccio della mia famiglia. E che cosa mi succede invece? Poco dopo cena, sento i brividi e provo un senso di stanchezza infinita. Vado a coricarmi presto a letto, sperando che il riposo mi ristori in vista di una faticosa giornata di Natale da trascorrere con la grande comunità patriarcale, patriarcale nel senso più tradizionale e più devastante che vi potete immaginare. E invece, dopo una notta insonne, mi risveglio con un bruciore al tubo di uscita (ogni goccia era pari all’emissione di una spada fiammeggiante, gli uomini che leggono possono capirmi meglio). Al mattino la febbre è sopra i 38 gradi; è una sorta di influenza con tanto d’infiammazione alle vie urinarie. Nessuno in casa si osa farmi gli auguri di Buon Natale, molto premurosi si prendono cura con grande affetto del sottoscritto, e giù pesanti con antibiotici e tachipirina.

Le seguenti 48 ore per me sono un susseguirsi di immagine confuse. Ho la sensazione di avere acceso la TV verso le 11 per seguire un pezzo di Messa, ma forse l’ho solo sognato. Ho la sensazione che qualcuno sia venuto in casa per verificare il mio stato e salutarmi, ma forse l’ho solo sognato. Ho guardato come un ebete la lavastoviglie che lavorava, ma forse l’ho solo sognato. Un mal di testa impressionante mi impediva di stare fermo nel letto e così roteavo senza fine per ore infinite. Ho parlato al telefono con qualcuno che mi faceva gli auguri, ma non ricordo chi fosse, forse l’ho solo sognato.

Finalmente il 27 mattina, ho ripreso contatto con la realtà… ma era già tutto finito: mi ero perso il Natale, mi ero perso i cori in chiesa (che io adoro), mi ero perso lo scambio di auguri con i miei familiari a cui voglio molto bene, mi ero perso l’abbraccio con le persone care e lo scambio di auguri con i vicini di casa in questo giorno speciale. Ed ero triste. Molto triste.

Però mi sono perso anche tre chili, visto che ho rinunciato al pranzo in famiglia e sono stato a stecchetto, mi sono perso le ipocrisie televisive sul Natale, mi sono perso la milionesima replica di Tutti insieme appassionatamente, mi sono perso gli idioti che sparano i petardi sotto casa, mi sono perso i cinici che criticavano spietati il Natale, mi sono perso le pubblicità maligne che sfruttano il Natale per fare business. Non tutto il male viene per nuocere!

Sono andato di fronte alla mia finestra: fuori c’era la neve. Tre giorni a letto e non mi sono accorto che aveva nevicato a lungo e che tutto intorno era imbiancato… e allora grazie,grazie di essere tornato di nuovo. Era la tua festa ed io ero malato. Scusami del ritardo: buon compleanno, Gesù. ;-)

Renato

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