Home > Rock > 29 maggio 2004 – Massimo Bubola in concerto

29 maggio 2004 – Massimo Bubola in concerto

15 Luglio 2004

Sabato 29 maggio alle 21:30
a Settimo Torinese – La suoneria
Massimo Bubola in concerto

Ora dovete sapere che Settimo Torinese è un labirinto. Un groviglio di sensi unici e di strade attorcigliate nasconde l’Auditorium ai forestieri. Insomma, sabato 29 maggio 2004 il pubblico si è guadagnato il concerto di Massimo Bubola non solo pagando il biglietto, ma soprattutto perdendosi nella cittadina di Settimo e girando in tondo a vuoto con inquietudine ed affanno. E se non mi credete, provate a consultare il sito www.suoneriasettimo.it nella pagina “Info – Come arrivare”. Già la sola lettura delle istruzioni e la consultazione della mappa vi scoraggerà. Lo sento.
E va bene, in qualche modo, sorretti dalla buona sorte, un nutrito nugolo di bubolisti ha raggiunto il teatro e ha avuto ragione giacché il Nostro non ha tradito la fiducia. A dire il vero, io ascolto le canzoni di Massimo Bubola sin dai tempi immemori di “Cocis” (in piena guerra fredda insomma), ma non avevo ancora avuto la fortuna di assistere ad un concerto dal vivo (incredibile, vero?). Ero quindi emozionato come un ragazzino e, quando il concerto è cominciato, il mio organismo ha annullato le funzioni di salivazione… è stata una vera eccitazione vissuta a livello collettivo con i miei vicini di teatro.
Ma andiamo con ordine. E’ stato un concerto “scollegato”, o come preferite dire voi: “unplugged”. Nel senso che, mentre spiccava l’assenza assoluta di una batteria, non abbiamo neppure visto apparire alcuna Fender, Rickenbacker o Gibson o sia. Ma questo non vuol dire che sia mancato il ritmo: tutt’altro! Bubola si è alternato per tutta la sera fra due chitarre acustiche (una Martin superbamente aggressiva ed una Takamine dai toni più dolci), suonate con convinzione e con particolare dedizione ritmica, forse proprio con lo scopo di sopperire l’assenza di una batteria. Alla sua destra Michele Gazich (violino, flauto, pianoforte) ha letteralmente trascinato il pubblico rivelandosi un’autentica forza della natura: non avevo mai sentito nessuno suonare il violino come fosse una chitarra elettrica. Gazich sfrutta tutte le potenzialità dello strumento per farlo uscire dalla sua dimensione cameristica e farlo così entrare direttamente nel cuore del pubblico. Caspita, se c’è riuscito. Senza mai invadere il palco né rubare la scena a Bubola, Gazich ha strappato applausi a raffica grazie alle sue stupende iniezioni d’energia… Una gran performance, la sua. Dietro di loro suonavano Enrico Mantovani (mandolino, steel guitar, pianoforte) ed Eduardo Hebling (contrabbasso/viola). Abbiamo lasciato la giovane cantante per ultima: Elena Mantovani. Carina, bella voce, dolcissima presenza… potete immaginare il pubblico maschile in sala e come si sia perdutamente innamorato. Sospiro!
Ora lasciatemi esprimere l’unica piccola osservazione critica, del resto trascurabile rispetto alla prodigalità di tutto il resto: sul palco c’era anche una tastiera workstation (Korg Triton Studio per la precisione a 88 tasti)… ma che diavolo ci stava a fare? Si sono alternati Mantovani e Gazich in poche canzoni, utilizzando il solo suono del pianoforte, suono che non ha mai “bucato” l’arrangiamento, giacché fortunatamente sommerso da un onda d’urto travolgente di strumenti acustici che sovrastavano d’immenso. Secondo me, si poteva risparmiare la fatica e lasciare a casa i 29kg del sintetizzatore Korg.
Ora veniamo alla scaletta, o set-list come preferite voi.

LA SPOSA DEL DIAVOLO (2004)
“Piango i miei bambini, mi mancano, sento nel vento che mi chiamano”
Questa canzone è tratta dall’ultimo CD di Massimo (“Segreti trasparenti”). E’ stata suonata con passione e compostezza e ha dato il via alle danze. Gazich si mette subito in grande evidenza con il suo violino struggente, mentre Elena Colombari non ci fa rimpiangere la bravissima Luciana Vaona che aveva cantato ottimamente questo stesso brano nel CD inciso in studio. Ottimo inizio: il concerto promette bene.

EMMYLOU (1999)
“Avevo una moglie bellissima, perché l’ho uccisa non ricordo più”.
Il secondo brano del concerto è una storia di delitto e castigo. La voce inconfondibile di Bubola cattura l’attenzione degli spettatori grazie alla narrazione del crimine e della follia del protagonista. CENTO VOLTE (1994) “Ha già bussato cento volte e ancora non vieni ad aprire”. Mi guardo intorno, gli spettatori sono muti apparenti: i loro occhi sgranano il palco e dicono chiaramente la loro partecipazione. Massimo ci ha già incantati tutti.

STAI CON ME (2004)
“Anche se mi hai tradito stai con me”
La musica fatta col cuore è superiore, non c’è storia. Il motore della musica sul palco comincia a scaldare i protagonisti e Gazich si toglie berretto e giacca: gli spettatori si scambiano cenni di gomito e sorrisi di complicità.

QUELLA CAMPANA (2004)
“Quando avevo dieci anni non avevo mai affanni e credevo che il tempo per me fosse eterno e lo fosse per te.”
Ascoltando il brano scritto per il fratellino di Massimo scomparso in un incidente all’età di dieci anni, ci siamo tutti commossi in sala. Del resto ci ha fatto riflettere il pensiero che la morte è un passaggio naturale della vita e che il lutto non è un ostacolo da superare, ma piuttosto il dolore è una realtà con cui dobbiamo imparare a vivere.

ROSSO SU VERDE (1997)
“Chiamo e non mi sento: puoi sentirmi tu?”
Ragazzi, che brividi! Una bella canzone triste è davvero di gran lunga meglio di una mediocre canzone allegra.

ENTRAMBI (2004)
“Entrambi testardi che più non ce n’è, entrambi vogliono te.”
A tempo di valzer, ecco apparire una storia di bigamia al contrario. Originale storia di una donna che si divide due uomini.

CAPELLI ROSSI (1999)
“Porto negli occhi i tuoi occhi e nel sorriso il tuo sorriso”
Il concerto palpita di emozioni coinvolgenti e siamo tutti inchiodati sulla nostra seggiola. Da quando non assistevo ad un concerto così?

LA FONTANA (2004)
“E se posso poi sperare di vederti sola sola senza gli occhi di tua madre sulla schiena.”
In questo momento il concerto cambia marcia e, dopo aver passato momenti unici, intimi e toccanti, entriamo in una radura popolare fatta di melodie ispirate ai canoni tradizionali, con quel pizzico di originalità che è il marchio di Massimo Bubola. Come Elena Colombari attacca il ritornello, tutto il pubblico si unisce battendo le mani e i piedi. Accidenti, che canzone meravigliosa: basterebbe un solo passaggio televisivo per trasformarla nel nuovo inno nazionale. Massimo, che aspetti?

LORELEI (1979)
“Lorelei è sopra il molo confonde lacrime e rugiada”
Il delirio continua a ritmo celtico.

VOLTA LA CARTA (1978)
“Per la guerra non c’è più soldati a piedi scalzi son tutti scappati”
Nella versione di De André il violino la faceva da padrone. Ma questa volta Gazich aggira il confronto e passa a suonare il flauto, dando vita ad una versione originale e nuova di un brano che ormai ha oltre 25 anni di vita. Ovviamente il pubblico partecipa alla festa. E’ sempre un gran bel brano divertente, reso ancor più spiritoso quando la Combolari incespica sulle parole e strappa un applauso di comprensione (Massimo la incoraggia baciandola alla fine, che invidia!).

SALLY (1978)
“Dite a mia madre che non tornerò”
Questa volta Massimo & compagni suonano con mestiere. Forse sono stanchi dell’impegno profuso per dare vigore a “Volta la carta” e hanno bisogno di rifiatare.

NIENTE PASSA INVANO (1994)
“Ogni volta che alzo gli occhi non ho il coraggio di domandare”
Siamo tutti in platea a bocca aperta e a padiglioni auricolari spalancati. Questa canzone ci porta dritti alle radici del nostro cuore. Come la musica riesca a parlare il linguaggio della verità, resta uno dei misteri più affascinanti della nostra vita.

EURIALO E NISO (1996)
“E cadde sulla neve ai piedi dell’amico e cadde anche la luna nel bosco insanguinato”
Gran finale travolgente prima dei bis. Gazich e il suo violino sembrano Miami Van Zandt e la sua chitarra, mentre Bubola si lascia andare a qualche scorribanda sul palco. Francamente non mi aspettavo che queste canzone funzionasse così bene dal vivo: il forte contrasto fra la musica e le parole ha dato una lezione di musica a tutti i presenti. Frattanto i musicisti affiatati ci bombardavano di un suono irruente e combattivo sbaragliando tutto e tutti. Ovazione finale.

BIS 1 MARABEL (1979)
“Ma ogni lacrima ha una storia, ogni lacrima è una storia”.
Questa è una delle canzoni storiche del Nostro. Funziona bene mentre il violino di Gazich emette suoni rabbiosi degni di una chitarra con tanto di distorsore. Che sia finalmente esploso un approccio italiano al rock capace di reggere il confronto con gli occupanti anglo-americani? Chissà.

FIUME SAND CREEK (1981)
“Chiesi a mio nonno è solo un sogno, mio nonno disse sì”
Questa canzone piace sempre a tutti e strappa applausi senza fine.

BIS 2 IL CIELO D’IRLANDA (1994)
”Il cielo d’Irlanda è Dio che suona la fisarmonica si apre e si chiude nel tempo della musica.”
Chiamato a gran voce dal pubblico in sala, questo brano rimane l’inno per eccellenza di Bubola, come “Wonderwall” per gli Oasis. Mi stupisce come Bubola riesca a cantarla ancora con entusiasmo e divertimento, dopo le innumerevoli volte che ha dovuto accontentare il suo pubblico. Frattanto noi spettatori diamo vita ad un coro totale di felicità improvvisata, cantando alle stelle il nostro appagamento. Grazie, Massimo e grazie a tutta la banda (o band come preferite voi).

BIS 3 TRE ROSE
“Sei tu che hai messo un amo nel mio cuore, che cosa aspetti allora per venirmelo a levare o forse vuoi vedermi sanguinare.”
Mi piace pensare che questo ennesimo bis sia stato strappato dal pubblico in delirio e che fosse un fuori programma inventato al momento. Almeno così l’abbiamo vissuto noi. “Tre rose” è la filastrocca scritta dalla nonna ed è dolce e molto accattivante, ci resta dentro e la canticchiamo tutti uscendo dall’Auditorium.

Che serata ragazzi! E chi riuscirà più a prendere sonno! Mi spiace per chi non c’era: non saprete mai che cosa vi siete persi!

Questa recensione è anche disponibile nella rivista "Appunti di viaggio" al numero 45 pubblicato il 5 luglio 2004 e scaricabile in formato PDF da www.massimobubola.com nella sezione fan club.

Riferimenti: Se vuoi saperne di più, fai clic qui!

Categorie:Rock Tag: , , ,
  1. Angela
    17 Luglio 2004 a 21:02 | #1

    Adesso sono curiosa e cercherò l’ultimo CD di Bubola… chissà se lo trovo nei negozi!

  2. artrock
    20 Luglio 2004 a 19:16 | #2

    Grazie per aver commentato il mio post,quello su woodstock.
    cmq,nessuno,ai ragine nel dore che nessuno si ricordi di quel live in europe…aggiungo io che non era troppo brillante

  3. Daniele
    26 Luglio 2004 a 2:33 | #3

    Come scoprire qualcosa di nuovo!

  4. bianca
    28 Luglio 2004 a 14:56 | #4

    Conosco Bubola da qualche mese.
    Mi ha fatto appassionare subito e spero di poterlo presto vedere in concerto.
    Il perchè del mio blog?
    Nella frase di Pirandello citata a destra sul blog.

  5. Nino.
    7 Agosto 2004 a 22:52 | #5

    Non ho ancora avuto il piacere di ascoltarlo. Spero presto!

  6. sasa’
    3 Settembre 2004 a 13:34 | #6

    non conosco il pezzo e cmq non si trova…ne approfitto per lanciare il sondaggio anche x chi rispondera’ al tuo blog:quale e’ il tormentone musicale che ti fara’ ricordare, negli anni, questa estate 2004? su blog musica.grazie

  7. 8 Febbraio 2011 a 21:06 | #7

    Do you acknowledge that this is the best time to receive the mortgage loans, which would make you dreams real.

  8. 6 Luglio 2013 a 6:26 | #8

    Horoscope chinois quotidien les douzes signes du zodiaque

  9. 27 Luglio 2013 a 21:16 | #9

    Horoscope 2011 gratuit balance tout les signes astrologique

  10. 6 Agosto 2013 a 18:38 | #10

    Horo miss horoscope humour

  11. 9 Agosto 2013 a 14:38 | #11

    A modern VRSC will be just the opposite, featuring new
    types of body styles and upgrades that defy the traditional look of a man s life
    and it needs to fit the times. The question is how much of the island.
    And to your point, what we are discussing the ones
    that need diluting or the ones that don t think, there are
    advanced training courses available.

  12. 9 Agosto 2013 a 20:15 | #12

    Horoscope dragon capricorne du jour gratuit

  13. 10 Agosto 2013 a 18:12 | #13

    Tarot de denis la pierre gratuit site esoterique
    gratuit

I commenti sono chiusi.